La giornata si svolgerà intorno a Monteluco di Spoleto , località della montagna Spoletina che si estende per 7.000 ettari. Il punto di arrivo e partenza sarà in prossimità del convento di “Monteluco”. Seguiremo il sentiero di San Francesco che si sovrappone al cammino di Sant'Antonio da Padova. La prima parte si svolge in discesa fino ad arrivare al ponte delle torri, posto panoramico adatto per foto, lasceremo il sentiero Turistico per iniziare la salita che ci porta a Forcella di Castelmonte (950 msl). L’ascesa sarà tutta all’interno di un’area boschiva con prevalenza di Faggi e Carpine. In cima a Forcella, nelle giornate con assenza di foschia, vedremo il Vettore e l’appennino umbro - marchigiano. Dopo una breve sosta riprendiamo il sentiero costeggiando il pendio con brevi sali-scendi, dopo circa un’ora ci ritroveremo al punto di arrivo. Prima di partire alla volta di Orvieto, il programma prevede una piccola passeggiata all’interno del “Sacro Bosco” adiacente il convento, un vero incanto di vegetazione e piccole grotte ed eremi tra cui quella di Sant'Antonio da Padova.
La partenza accanto alla suggestiva abbazia di Montecorona sulle sponde del Tevere. Si sale velocemente mediante un sentiero immerso nel bosco, chiamato mattonata, sino all’Eremo di Monte Corona, struttura gestita dai Frati della Famiglia Monastica di Betlemme, religiosi che praticano tutt’oggi la clausura.
Qui visiteremo brevemente la parte pubblica dell’Eremo e consumeremo il pranzo. Poi discenderemo attraverso la carrozzabile al punto di partenza
L' escursione in notturna è orma consolidata e continua organizzata come sempre, dal nostro socio/accompagnatore AE FIE Sandro. Il percorso ci vedrà attraversare alcuni punti notevoli ma il momento clou dell'evento sarà la sosta presso Ponte Sasso. Sorprese, allegria e divertimento non mancheranno.
- Riservata ai soli tesserati FIE/Majorana.
Per motivi logistici, i partecipanti non potranno superare il numero delle 50 unità e l’adesione dovrà essere confermata entro e NON OLTRE le ore 20:00 di lunedi 29 agosto chiamando il nr. 328-8967576
Domenica 21 agosto in zona Villalba, una giornata particolare con escursione, pranzo e musica, per ricordare il nostro amico Corrado. Pomeriggio in musica durante il quale si esibirà anche il nostro Presidente (s.e.o.).
Si comunica che per motivi tecnici l'escursione "Pantani di Accumuli" in programma per domenica 12 giugno viene annullata e sostituita dall'"Anello del granaro e delle bucacce – Allerona"
Per info e prenotazioni contattare Bernardino 333 9143138
La nostra Associazione in collaborazione con l'Azienda Agricola Castello di Corbara è pronta ai blocchi di partenza per una escursione all'insegna della festa del buon vino.
La suggestiva Valle delle Cento Cascate prende il nome dal numero delle cascatelle (circa 100) che il torrente Fosso dell'Acero alimenta nella sua vorticosa discesa tra i faggi secolari; l'area è punteggiata da stupendi fiori selvatici, tra cui diverse specie di orchidee.
Suggestiva escursione che ci porterà in uno dei luoghi più importanti della spiritualità mondiale. Il percorso si snoda inizialmente all’interno del Bosco curato dal Fondo per l’Ambiente Italiano; un sentiero ben marcato attraverso carpini, ginestre, aceri e querce roverelle conduce alla Basilica di San Francesco. Successivamente si seguirà un sentiero che costeggia il torrente Tescio fino a tornare al punto di partenza.
L’itinerario proposto, essenzialmente naturalistico, permette di apprezzare al meglio il paesaggio della montagna cortonese a cominciare dai principali tipi di vegetazione. Sul versante esposto a sud sono infatti presenti le cerrete, i lembi di lecceta, i castagneti; nelle aree di crinale dominano gli arbusteti e le praterie; estesi anche gli impieanti artificiali di conifere. Sul versante esposto a Nord, rivolto verso la Valtiberina, si distignue, nella parte più elevata, la presenza di una rigogliosa vegetazione forestale a prevalenza di castagno. Sui crinali tuttora occupati da praterie e cespugli si trova oggi l’avifauna più interessante. Fra i rapaci più importanti il Biancone, l’Albanella minore, la Poiana, il gheppio, lo sparviero ed il pecchiaiolo. Fra i piccoli volatili la Magnanina, la Sterpazzola, l’Allodola, lo Zigolo. Fra i mammiferi soprattutto il cinghiale.
Il parco di Turona, un luogo ricco di tracce del passato. Qui furono rinvenute numerose tombe etrusche, già violate ai tempi della scoperta, ma passeggiando nel bosco potremo osservare le fondamenta di un imponente tempio e tracce di un antico abitato.
Inoltre è possibile ammirare i resti di mulini ad acqua che utilizzavano la forza del fosso dell’Arlena. La riserva occupa un territorio perlopiù boschivo e collinare, circondato da coltivi e offre numerosi affacci panoramici sul lago di Bolsena.
Alcune cascate, osservabili lungo il percorso della Via Francigena che da qui passa, impreziosiscono il rigoglioso sottobosco, ricco di interessanti specie floreali, tra cui alcune rare orchidee.
Variante del percorso con passaggio per Monte Pausillo e Torre Geremia
La Via Romea Germanica è stata una antica e frequentatissima via di pellegrinaggio, che conduceva a Roma alla cattedra di San Pietro per i cristiani del Nord Europa, in particolare provenienti dalla Germania, dall’Austria e dalla Polonia. Il percorso fu descritto nel 1256 dall’abate Alberto del convento di S. Maria di Stade in Germania (cittadina che si affaccia sul Mare del Nord). Recentemente è stata riconosciuta dalla Comunità Europea come antica via di grande interesse culturale al pari della Via Francigena.
NB: a chi interessa è possibile pranzare presso una nota trattoria nel centro di San Quirico (cucina tipica toscana). La prenotazione va fatta tassativamente entro mercoledì 9 marzo inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi opta per il pranzo al sacco può prenotare entro e non oltre venerdì 11. --------------------------- Fra le destinazioni vicino Siena che dovreste assolutamente conoscere c’è San Quirico d’Orcia e noto per essere un borgo situato nel cuore della Val d’Orcia, Patrimonio Unesco che tutti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita. In primo luogo, va ricordato che San Quirico si trova a metà strada tra Montalcino e Pienza, e in virtù della posizione sopraelevata, regala vedute incredibili sui paesaggi che hanno influenzato tanti artisti nel corso dei secoli.
Le tappe imperdibili a San Quirico d’Orcia
In questa zona, tra l’altro, potrete vedere i cipressi più fotografati da turisti e non solo: si trovano sulla destra, provenendo da Siena, dopo un lungo ponte e prima di entrare nel borgo.
Il nome Quirico deriva da quello del bambino che assieme alla madre Giulitta, morì martire al tempo dell’Imperatore Diocleziano, nel 304 d.C. circa. La chiesa più importante della città, infatti, è intitolata a Quirico e Giulitta ed è nota anche come Collegiata di San Quirico.
Questa è la prima tappa, appena giunti al borgo, che un tempo era sulla direttrice della Via Francigena, oggi tornata a essere un itinerario molto amato dagli appassionati di slow tourism.
La Collegiata fu costruita intorno al XII secolo, lo stile architettonico è romanico all’esterno (la facciata è la parte più antica) e barocco all’interno, dove sono custodite opere come la pala d’are quattrocentesca con la Madonna col Bambino, gli angeli e i santi (fra i quali San Quirico) su uno sfondo dorato, di Sano di Pietro, mentre nella lunetta sono raffigurati la Resurrezione e la Discesa di Cristo al Limbo.
Dal borgo Fantasma al paese delle fiabe Breve descrizione dei borghi
Celleno Antica sorge a 350 metri di altezza e a circa 1,5 km dal nuovo centro su uno sperone di tufo, tra due torrenti che gradatamente sfociano verso il Fiume Tevere. Il basamento di tufo ove poggia il borgo è soggetto a una lenta e progressiva erosione che sta mettendo in serio pericolo la sua stessa stabilità.
Colpito da epidemie e frane fu distrutto da un terremoto nel 1931.
Il Castello Orsini, posto all’ingresso della Celleno Antica, è sicuramente la costruzione più bella e suggestiva da visitare all’interno del borgo. Circondato da un fossato, il castello è munito di un imponente fortilizio e di una grande torre di guardia.
Dalla piazza sotto il castello (Piazza del Mercato), denominata “il Torracchio” si accede alla piazza principale (Piazza del Comune) salendo una scalinata (Via del Ponte). Dalla Piazza del Comune si può salire al castello superando un ponte in muratura ad arcata unica. Alla fine del ponte si trova un bel portale, oltrepassato il quale si trova l’accesso agli ambienti, non tutti visitabili a causa di alcune parti frananti.
L’abitato di Roccalvecce ha origini, etrusche, divenne, poi, un “castrum” romano. Durante tutto il 1200 e gli inizi del 1300 il castello fu proprietà di vari Signori e, dopo numerosi passaggi di mano, nel 1642 fu acquistato dalla famiglia Costaguti che, da allora ne detiene la proprietà.
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